A fine agosto di quest’anno è uscito l’ultimo album di Sabrina Carpenter, Man’s best friend, tanto polemico quanto iconico. Carpenter rilancia un pop dalle sfumature glam e trasgressive, particolarmente evidente nel video del brano Tears, con forti richiami al celebre musical The Rocky Horror Picture Show (1975).

Il teatro del desiderio nel Sabrina Carpenter Cinematic Universe
Sabrina Carpenter è una giovane pop-star in forte ascesa. Il suo successo è dovuto ad un’audace ironia, a un femminismo pop-glam e una personalità scenica originale. Man’s best friend, l’ultimo album dell’artista, approda a un’espressione ancora più provocatoria e molto queer. L’estetica teatrale richiama il celebre musical The Rocky Horror Picture Show: luci, costumi, scenografie, e soprattutto la disinvoltura della propria libertà sessuale. Sia i video di Carpenter che il film possiedono un tono ironico e al limite di uno splatter glamour, ricorrendo a una dark comedy non banale.

Tutto questo va oltre la performance, trasformandosi in un linguaggio nuovo e in grado di sfidare le norme. Sabrina Carpenter rappresenta una generazione in grado di attribuire significati sempre moderni a icone del passato per potersi appropriare della propria libertà.

Femminismo e queerness
Sabrina Carpenter esprime un femminismo scomodo: ribalta i ruoli tradizionali e domina gli uomini, sia nella trasformazione da oggetto a soggetto del desiderio, sia in quanto all’ingegno.

Anche questo elemento riporta a riferimenti di The Rocky Horror Picture Show: la coppia tradizionale viene scossa riscoprendo una libertà che abbatte ruoli e generi. La sovversione trasuda da ogni ambito della performance – recitazione sopra le righe, doppi sensi, coreografie e costumi sexy, eccesso, godimento, travestimenti -, e Carpenter si mostra degna erede di rielaborazione di tutti questi elementi.

Importante rimane una riflessione socioculturale sui ruoli, le convenzioni e i pregiudizi. Ciò che esprimono sia la pop-star che il film sono una rivendicazione della propria libertà e della sua espressione, offrendo un safe space in grado di funzionare e aiutare chi si sente fuori posto. Del resto, è horror solo un mondo in cui il patriarcato opprime le identità.
Tears e l’apoteosi delle stranezze
Una donna coinvolta in un incidente d’auto cerca aiuto in una casa poco lontana. Qui trova personaggi bizzarri rispetto a quello che era il suo mondo, ma grazie a loro è in grado di esprimere la propria queerness, proprio come nel musical del ‘75. Quando torna al mondo reale, la donna dà il colpo fatale al suo partner, pronta a vivere in una maniera degna di Nora, protagonista di Casa di bambola di Ibsen, libera da catene e vincoli.

Il viaggio della creatura innocente nel mondo delle stranezze, un po’ come un estremo Paese delle Meraviglie di Alice, non rappresenta forse niente di nuovo, ma riafferma la necessità di trovare se stessi e riuscire a esprimersi senza timori.
Il videoclip di Tears è il massimo esempio della necessità di libertà espressa da Carpenter, pronta a coinvolgere e sensibilizzare ogni generazione con nuove e vecchie icone.

Novembre 17, 2025 alle 1:29 pm
Very cute, glam, but not uncofortable
Direi